Condannare? No, spettacolarizzare…

E’ di qualche minuto fa la notizia che Marco Ahmetovic, il rumeno che qualche mese fa, completamente ubriaco uccise 4 persone in provincia di Ascoli Piceno, probabilmente farà uno spot per una marca di jeans e la sua presenza sarà pagata 300.000€.

Oltre ai soli 6 anni e mezzo di arresti domiciliari in un appartamento con vista mare (si avete letto bene.. è proprio così), cosa altro si devono aspettare i famigliari delle 4 persone uccise? La società anzichè condannare l’assasino, lo esalta, lo elogia quasi fosse un esempio da seguire?

Questo fatto mi fa ribollire il sangue, mi rendo conto di vivere in una società che non mi appartiene, che non rispecchia i miei ideali, che è veramente di una bassezza disarmante. Ogni commento è veramente superfluo.

Io abolirei l’ergastolo o la pena di pena di morte, io una persona come il sig. Marco Ahmetovic la metterei a spaccare le pietre 20h al giorno, con una palla di ferro al piede e nutrendolo a pane ed acqua. E ovviamente a spaccare le pietre assieme a lui ci manderei anche quelli che gli offrono un cachè da 300.000€.

INORRIDITE PURE…..

3 Risposte a “Condannare? No, spettacolarizzare…”

  1. ReFlect Dice:

    ROMENO ??? NO! E’ BOSNIACO.
    Ma perché la gente è cosi idiota e fa discorsi fatui solo per la parola romeno che fa tendenza ? Sembra che l’agente pirla che l’ha ingaggiato per la pubblicita abbia capito benissimo: ai coglioni superficiali li si può vendere di tutto/ in qualsiasi modo.

  2. damia83 Dice:

    Si beh, rumeno o bosniaco fa poca differenza… è uno schifo comunque

  3. ReFlect Dice:

    Per conoscere un po’ la feccia Alessio Sundas (membro attivo di FI), ovvero come il ridicolo abbraccia la stupidità e la mancanza di vergogna.

    Il pirla ha pensato bene a creare una lista “Alessio Sundas”. Andando sul sito di tale lista:

    http://www.listaalessiosundas.com/

    La prima proposta di legge dice:
    “Proposta ( legge Sundas)

    PROPOSTA DI LEGGE Sempre più spesso i colpevoli di delitti hanno la possibilità di accedere ai mezzi di comunicazione e trarre così un profitto da un reato che, in circostanze normali, sarebbe sanzionato e non premiato economicamente…”

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